Italian poem
Canto tredicesimo
A custodir la selva Ismeno caccia Gli empj Demonj; e questi in strani mostri Conversi, sol l’aspetto lor discaccia Quei che van per tagliar gli ombrosi chiostri. Vavvi Tancredi con sicura faccia; Ma pietà il tien che ’l suo valor non mostri. Il campo, cui soverchia arsura offende, Copiosa pioggia vigoroso rende.
Ma cade appena in cenere l’immensa Machina espugnatrice delle mura; Che in se novi argomenti Ismen ripensa Perchè più resti la Città sicura: Onde ai Franchi impedir ciò che dispensa Lor di materia il bosco egli procura: Tal che, contra Sion battuta e scossa, Torre nova rifarsi indi non possa.
II.
V.
VIII.
XI.
XIV.
XVII.
XX.
XXIII.
XXVI.
XXIX.
XXXII.
XXXV.
XXXVIII.
XLI.
XLIV.
XLVII.
L.
LIII.
LVI.
LIX.
LXII.
LXV.
LXVIII.
LXXI.
LXXIV.
LXXVII.
LXXX.