Italian poem
Canto settimo
Fugge Erminia, e un pastor l’accoglie; intanto Tancredi, invan di lei cercando, il piede Pon ne’ laccj d’Armida: il fero vanto D’Argante riprovar Raimondo ha fede: Però difeso da custode santo Seco entra in campo: Belzebù che vede Ch’al Pagan male il folle ardir riesce, Per lui salvar guerra e procelle mesce.
Intanto Erminia infra l’ombrose piante D’antica selva dal cavallo è scorta: Nè più governa il fren la man tremante; E mezza quasi par tra viva e morta. Per tante strade si raggira e tante Il corridor che in sua balía la porta; Ch’alfin dagli occhj altrui pur si dilegua, Ed è soverchio omai ch’altri la segua.
II.
V.
Ma gli saluta Erminia, e dolcemente Gli affida, e gli occhj scopre, e i bei crin d’oro.
VIII.
XI.
XIV.
XVII.
XX.
XXIII.
XXVI.
XXIX.
XXXII.
XXXV.
XXXVIII.
XLI.
XLIV.
XLVII.
L.
LIII.
LVI.
LIX.
LXII.
LXV.
LXVIII.
LXXI.
LXXIV.
LXXVII.
LXXX.
LXXXIII.
LXXXVI.
LXXXIX.
XCII.
XCV.
XCVIII.
CI.
CIV.
CVII.
CX.
CXIII.
CXVI.
CXIX.
CXXII.