Italian poem
A Ugo Foscolo
by Ugo Foscolo
1
E tu, caldo di gloria e libertade, ahi! d’Albion sotto le rupi brune, dove il raggio del sol sí pigro cade, teco traesti l’ultime fortune. E hai dovuto varcar l’atre lacune pria di veder le maledette spade, e i rei turbanti e le falcate lune dar volta dalle tue belle contrade! Ché Zante no, ma il riso tutto quanto di Grecia a te fu patria, Ugo, che avesti di Pindaro e Tirteo l’anima e il canto. E pur nudo e ramingo, in piagge estrane, aimè! non lacrimato i dí chiudesti. Ecco, ingegni frementi, il vostro pane!
2
Ma lungo il fiume dell’elisia valle la verde riva appena ebb’egli presa, che sentissi gridar dietro le spalle: — Ugo, qua rompe ogni terrena offesa! Guarda come di fior, d’erbe e farfalle tinta è l’aria e la terra, e con che accesa trepidanza gentil vincono il calle l’anime di Ricciarda e di Teresa, e tua madre con lor. — Baci e saluti fûr molti; e arrise la immortal pianura, quand’ei narrò, senza dolor né sdegno, rea mercede del canto, i combattuti anni e l’ira e l’esiglio, e quanto dura nelle memorie d’un afflitto ingegno.