Italian poem
Dante Alighieri e il suo secolo
by Ugo Foscolo
Il punto Al qual si traggon d’ogni parte i pesi
Esso non ne diceva alcuna cosa, Ma lasciavane gir, solo guardando A guisa di leon quando si posa. Purgat., c. vi, 64.
Colui Che fece per viltade il gran rifiuto. Inf., c. iii, 60.
Ricorditi di me che son la Pia. Siena mi fè; disfecemi maremma; S’alzi colui che inanellata pria Disposando m’avea colla sua gemma. Purgat., c. 5, ult.
Che bell’onor s’acquista in far vendetta.
O duca mio, la violenta morte, Che non gli è vendicata ancor, diss’io, Per alcun che dell’onta sia consorte, Fece lui disdegnoso: onde sen gio Senza parlarmi si com’io stimo; Ed in ciò m’ha e’ fatto a se più pio. Inf., c. xx, 31, 36.
Lo ministro maggior della natura Che del valor del cielo il mondo imprenta E col suo lume il tempo ne misura
Come distinta da minori e maggi Lumi biancheggia tra i poli del mondo Galassia sì, che fa dubitar ben saggi
. . . .E vidi quattro stelle Non viste mai, fuor che alla prima gente.
Quando ci scorso Cerbero il gran vermo