Italian poem
Da Lucrezio
by Ugo Foscolo
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Ché sovente dinanzi ai simulacri Splendidi degli Dei cade immolato Sulle fumanti-incenso are il vitello, E dal petto gli sgorga un caldo fiume Di sangue. Intanto va l’orbata madre Pei verdi campi errando (e impresse lascia Del bipartito pié l’orme sul suolo), Con gli occhi ricercando i luoghi intorno Tutti quanti, se mai veder potesse Il suo figlio perduto; e soffermata Empie il bosco frondoso di lamento. Riede frequente a visitar le stalle, Trafitta dal desio del suo giovenco. Non l’erbe liete di rugiada, o i teneri Salci, non d’alto le fonti cadenti Ponno il cuore allettarle, e l’improvvisa Piaga sanar; né la beltà può d’altri Vitelli gai pei fioriti paschi Sviarla, e il duolo ristorar: cotanto Un che di proprio e al suo cor noto cerca!