Versos Italian Ugo Foscolo Discorso terzo

Italian poem

Discorso terzo

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Messer Brunetto, questa pulzelletta Con esso voi si vien la pasqua a fare; Non intendete pasqua da mangiare, Ch’ella non mangia, anzi vuol esser letta.

La sua sentenza non richiede fretta, Nè luogo di romor, nè da giullare; Anzi si vuol più volte lusingare, Prima che in intelletto altrui si metta.

Se voi non la intendete in questa guisa, In vostra gente ha molti frati Alberti, D’intender ciò ch’è porto loro in mano.

Con lor vi restringete senza risa; E se gli altri de’ dubbj non son certi, Ricorrete alla fine a messer Giano.

Perch’io non spero di tornar giammai, Ballatetta, in Toscana, Va tu leggiera e piana, Dritta alla donna mia.

Tu senti, Ballatetta, che la morte Mi stringe sì, che vita m’abbandona; E senti come ’l cor si sbatte forte Per quel che ciascun spirito ragiona: Tant’è distrutta già la mia persona, Ch’io non posso soffrire: Se tu mi vuoi servire, Mena l’anima teco, Molto di ciò ti preco, Quando uscirà del core.

E a quello cui fu rotto il petto e l’ombra Con esso un colpo per la man d’Artù.