Italian poem
Introduzione
by Ugo Foscolo
E da’ gioghi d’Olimpo, acerbo in core Precipitò agitando arco e faretra Tutta chiusa, e fremea pregna di dardi Strepitanti per gli omeri. Ei calava Simile a notte; e sovrastando al campo Disfrenò la saetta: uscia dal grande Arco raggiante un suono orrido all’aere.
Ignea su l’elmo E dal volto e le membra e per lo scudo Gli balenava una continua luce; Sì dalla Dea sospinto ove più dense Eran l’armi, apparia fiero di lampi: Ardea, come se puro esce da’ fonti Dell’Oceàno, e racquistando i cieli L’astro d’Autunno infiamma aureo la notte.
Padre, assai ci fia men doglia Se tu mangi di noi; tu ne vestisti Queste misere carni, e tu le spoglia,