Versos Italian Vincenzo Monti Pel giorno onomastico della mia donna Teresa Pikler

Italian poem

Pel giorno onomastico della mia donna Teresa Pikler

by (1754–1828)

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Donna, dell’alma mia parte piú cara, Perché muta in pensoso atto mi guati, E di segrete stille Rugiadose si fan le tue pupille? Di quel silenzio, di quel pianto intendo, O mia diletta, la cagion. L’eccesso De’ miei mali ti toglie La favella, e discioglie In lagrime furtive il tuo dolore. Ma datti pace, e il core Ad un pensier solleva Di me piú degno e della forte insieme Anima tua. La stella Del viver mio s’appressa Al suo tramonto; ma sperar ti giovi Che tutto io non morrò; pensa che un nome Non oscuro io ti lascio, e tal che un giorno Fra le italiche donne Ti fia bel vanto il dire: Io fui l’amore Del cantor di Bassville, Del cantor che di care itale note Vestí l’ira d’Achille. Soave rimembranza ancor ti fia, Che ogni spirto gentile A’ miei casi compianse (e fra gl’Insúbri Quale è lo spirto che gentil non sia?).

Ma con ciò tutto nella mente poni Che cerca un lungo sofferir chi cerca Lungo corso di vita. Oh mia Teresa, E tu del pari sventurata e cara Mia figlia, oh voi che sole d’alcun dolce Temprate il molto amaro Di mia trista esistenza, egli andrà poco Che nell’eterno sonno lagrimando Gli occhi miei chiuderete! Ma sia breve Per mia cagione il lagrimar: ché nulla, Fuor che il vostro dolor, fia che mi gravi Nel partirmi da questo Troppo ai buoni funesto Mortal soggiorno, in cui Cosí corte le gioie e cosí lunghe Vivon le pene; ove per dura prova Già non è bello il rimaner, ma bello L’uscirne e far presto tragitto a quello De’ ben vissuti, a cui sospiro. E quivi Di te memore, e fatto Cigno immortal (ché de’ poeti in cielo L’arte è pregio e non colpa), il tuo fedele, Adorata mia donna, T’aspetterà, cantando, Finché tu giunga, le tue lodi; e molto De’ tuoi cari costumi Parlerò co’ celesti, e dirò quanta Fu verso il miserando tuo consorte La tua pietade; e l’anime beate, Di tua virtude innamorate, a Dio Pregheranno, che lieti e ognor sereni Sieno i tuoi giorni e quelli Dei dolci amici che ne fan corona: Principalmente i tuoi, mio generoso Ospite amato, che verace fede Ne fai del detto antico, Che ritrova un tesoro Chi ritrova un amico.