Italian poem
Apollo o tu cui le saette aurate
by Vittorio Alfieri (1749–1803)
Apollo, o tu, cui le saette aurate Dell’arcier vincitor d’uomini e Dei Trasser dal fianco sospirosi omei, Te Dio sforzando ad implorar pietate;
S’io, qual mel penso, son tuo sacro vate, Se grati unqua ti furo i preghi miei, Oggi, deh! scendi a trar d’error costei, Che sol tue suore assévra essermi grate.
Vieni, e le narra come a Péneo in riva, Servo tu pur d’amore, un dì seguisti Dafne, posta in oblio la cetra e il canto.
Dille, che in noi, più che dei carmi, è viva D’amor la fiamma; e al fin per te si acquisti Fe, se non premio, al mio verace pianto.