Italian poem
Avviticchiati ignudi e bocca a bocca
by Vittorio Alfieri (1749–1803)
Avviticchiati, ignudi, e bocca a bocca Soavemente inserta, in roseo letto Giaccion Venere e Marte: oh qual diletto Nel dar, nel render baci, a entrambi tocca!
Languida voluttà, dolcezza fiocca Dal di lei ciglio tremulo umidetto; Marte esala sospir dall’igneo petto; Quand’ecco rete insidïosa scocca:
Ecco apparir gli Dei, cui trae lo scabro Vulcan, che altero del felice evento, Mostra di sue vergogne essere il fabro.
Ridon gli Dei; ride Vulcan, ma a stento: Stretti i duo amanti in un, non muovon labro: D’esser Marte ogni Nume ha in se talento.
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