Italian poem
Dante signor d'ogni uom che carmi scriva
by Vittorio Alfieri (1749–1803)
Dante, signor d’ogni uom che carmi scriva; E più di me quant’ho mestier più forza Sopra gl’itali cori; la cui scorza, Debil quantunque, or fiamma niuna avviva:
Dante, non là di Flegetonte in riva, Dove pioggia di fuoco in sangue ammorza, Nè dove altro martire a pianger sforza, Null’alma al par di me di pace è priva.
Strappato io son dal fianco di colei, Ch’a ogni nobile impresa impulso e norma, Mi ajutava a innalzare i pensier miei:
L’angiol del ciel, che sotto umana forma Meco venia, m’è tolto: invan vorrei Dietro a tue dotte piante or muover orma.