Italian poem
Oh qual mi rode e mi consuma e strugge
by Vittorio Alfieri (1749–1803)
Oh qual mi rode e mi consuma e strugge Inutil rabbia, ch’esalar non posso! Da tanti dì già corro, e non son mosso; Mercè la gente, che parlando mugge.
Un trotto piè-di-piombo, che mi fugge E vuota ogni midolla infino all’osso; Ecco quai vanni a me il Tedesco grosso Or presta; ond’io rimango, e il tempo fugge.
Ben l’alato pensier verso il mio bene Su le ratte d’amor fervide penne Innanzi vola, indi a spronarmi viene:
Ma invan: sue tarde elefantesche brenne Il guidator più tardo anco trattiene. — Amante mai per queste vie non venne.