Versos Italian Vittorio Alfieri Sonetto XXIX (Pregio mi fo di quattro cose…)

Italian poem

Sonetto XXIX (Pregio mi fo di quattro cose…)

by (1749–1803)

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Pregio mi fo di quattro cose, e grado Ne so non lieve al donator Destino, Ch’oltre il dovere a favorirmi inchino, Fa sí che ignoto in mandria vil non vado. Fummi, il non nascer plebe, il don men rado; Terzo estimo il non nascer Parigino; Poi vien, l’avere in me spirto Latino, Bench’io nato in servile immondo guado: Ma il don, ch’io pongo d’ogni dono in cima, È la scintilla di Apollineo raggio, Che il cor m’invade, e innalza, ed arde, e lima. S’io di plebe, o di Gallia, o di servaggio Figlio era sozzo, in prosa io mai, né in rima Dar non potea di me niun alto saggio.