Versos Italian Vittorio Alfieri Sonetto XXIV (Orrido carcer fetido, che stanza…)

Italian poem

Sonetto XXIV (Orrido carcer fetido, che stanza…)

by (1749–1803)

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Orrido carcer fetido, che stanza Degna è fra’ Galli al malfattor più infame, Schiude il ferreo stridente aspro serrame, E Donna entro vi appar d’alta sembianza. D’innocenza la nobile baldanza Schernir le fa l’empie servili trame; Regina sempre; è trono a lei lo strame, Su cui giacente ogni uom più forte avanza. Tremar veggio ivi i pallidi custodi; E tremare i carnefici, che il segno Stanno aspettando dai tremanti Erodi. Vedova, e Madre strazïata, pregno Di morte il cor, del tuo morir tu godi, Donna, il cui minor danno è il tolto Regno.