Italian poem
Alla Sbarra
by Ada Negri (1870–1945)
La donna volge i freddi occhi velati su l'inquieta folla che la guarda. La sua bocca ha una smorfia un po' beffarda. Sotto l'altera maschera bugiarda vibra un fascio di nervi esasperati.
Ella non dice: No.--Confessa tutto, tutto, l'ora, la via, l'uccisïone fulminea, il perchè di passïone, il perchè d'odio.--Solita canzone.... Non abbassa la donna il ciglio asciutto.
Non ispera, nè invoca essere assolta. Porta in sè la sua pena, il suo rimorso, livida impronta di ferino morso su membra vive, sin che duri il corso della vita.--Nel cuore è già sepolta.--
Che vuol dunque da lei quella togata gente che l'attanaglia con indagine acuta, e scruta le gelose pagine delle sue notti d'ombra, e la compagine squarcia della sua carne disperata?...
Che vuol dunque da lei quell'altra gente trepida, verso il suo pallor protesa coi più torbidi sensi, e nell'attesa di più torbidi e rei palpiti, presa dall'odore del sangue, inconsciamente?...
L'antica anima tragica che dorme in ogni petto, su ogni fronte appare. Chi or non vide, nel sogno, dentro un mare di sangue il suo nemico boccheggiare, e non tremò nel desiderio enorme?...
Tra la folla e la donna ondeggia il vampo della ferocia originaria: sale per vena e vena la follia del male: d'un'angoscia inconfessa ognun trasale, sotto le ciglia ogni pupilla ha un lampo.