Italian poem
Birichino Di Strada
by Ada Negri (1870–1945)
Quando lo vedo per la via fangosa Passar sucido e bello, Colla giacchetta tutta in un brandello, Le scarpe rotte e l'aria capricciosa;
Quando il vedo fra i carri o sul selciato Coi calzoncini a brani, Gettare i sassi nelle gambe ai cani, Già ladro, già corrotto e già sfrontato;
Quando lo vedo ridere e saltare, Povero fior di spina, E penso che sua madre è all'officina, Vuoto il tugurio e il padre al cellulare,
Un'angoscia per lui dentro mi serra; E dico: «Che farai, Tu che stracciato ed ignorante vai Senz'appoggio nè guida sulla terra?...
De la capanna garrulo usignuolo, Che sarai fra vent'anni? Vile e perverso spacciator d'inganni, Operaio solerte, o borsaiuolo?
L'onesta blusa avrai del manovale, O quella del forzato? Ti rivedrò bracciante o condannato, Sul lavoro, in prigione, o all'ospedale?...»
.... Ed ecco, vorrei scender nella via E stringerlo sul core, In un supremo abbraccio di dolore, Di pietà, di tristezza e d'agonia:
Tutti i miei baci dargli in un istante Sulla bocca e sul petto, E singhiozzargli con fraterno affetto Queste parole soffocate e sante:
«Anch'io vissi nel lutto e nelle pene. Anch'io son fior di spina; E l'ebbi anch'io la madre all'officina, E anch'io seppi il dolor.... ti voglio bene.»
SON GELOSA DI TE!...
Ti vidi un giorno--e di sospetto un palpito M'arse la solitaria alma sdegnosa, Senza saper perchè: Or ti conosco, e t'odio, e son gelosa, Son gelosa di te!...
Va, sirena, e trionfa. A te di grazie Molli e procaci ben concesse Iddio Il fulgido tesor: Va--sei bella e fatal come il desìo, Bianca fanciulla da le trecce d'ôr!...
Perchè venisti? Di repente al fascino Di tua fiorente giovinezza audace Fuggì mia speme a vol; E il mio splendido sogno infranto giace, L'ali spezzate, al suol.
Se tu sapessi come punge l'anima L'acuta spina d'un dolor profondo, Quando fugge l'amor.... Come par vuoto e desolato il mondo. Quando negletto e senza meta è il cor!...
Oh, potessi scordar l'alate e rosee Larve del sogno appassionato e stolto De la mia gioventù; Su le rovine de l'amor sepolto Non ridestarmi più!
.... Va, sirena, e trionfa.--A te di gioie Intime il riso, e la bugiarda festa Di dolci voluttà; Ma se cupo abbandono a me sol resta, L'ira del fato su te pur cadrà.
Quando, solinga, cercherai fra i ruderi Muti e dispersi de l'amor languente L'ebbrezza che svanì, Quando, fra i geli, invocherai l'ardente Felicità d'un dì,
Ritta e proterva mi vedrai risorgere Come vindice larva a te dinante, Lieta del tuo dolor; E riderò su le tue gioie infrante, Bianca fanciulla da le trecce d'ôr:
Poichè, superba di tue molli grazie, Tu calpestasti il sogno mio di rosa Sotto l'audace piè, T'odio, balda sirena, e son gelosa, Son gelosa di te!...