Italian poem
Ii
by Ada Negri (1870–1945)
La Madre
Vedova, lavorò senza riposo Per la bambina sua, per quel suo bene Unico, da lo sguardo luminoso;
Per essa sopportò tutte le pene, Per darle il pan si logorò la vita, Per darle il sangue si vuotò le vene.--
La bimba crebbe, come una fiorita Di rose a Maggio, come una sovrana, Da la dolce materna alma blandita;
E così piacque a un uom quella sultana Beltà, che al suo desìo la volle avvinta, E sposa e amante la portò lontana!...
.... Batte or la pioggia dal rovaio spinta Ai vetri de la stanza solitaria Ove la madre sta, tacita, vinta:
Schiude essa i labbri, quasi in cerca d'aria; Ma pensa: la Diletta ora è felice....-- E, bianca al par di statua funeraria,
Quella sparita forma benedice.