Italian poem
Piccola Casa
by Ada Negri (1870–1945)
Piccola casa che da' tuoi balconi respiri il verde e ridi a Primavera, piccola casa ov'Ella un dì non era, ov'Ella schiuse i suoi lucenti occhioni:
piccola casa linda come un fiore ove il mio core in Lei trovò la pace, che taci, mesta, se la bimba tace, che lieta echeggi a l'infantil rumore:
in te sien puri ogni atto, ogni parola: schiuse sien le tue porte a chi domanda pane, e a la tua pietà si raccomanda: da te prorompa il gesto che consola.
Palpita, come un nido: apri tua fronda, come un rosajo. Il calmo declinare del giorno aduni, in torno al focolare, pie fronti ove rimorso non s'asconda;
e le finestre a l'albe senza veli schiudansi per desìo di luce e d'aria, salutando l'allodola che svaria inebriata pel nitor de i cieli;
salutando col sol la gioia eterna del moto, e il ritmo de le forze umane. Amore, amore, amor dona col pane, piccola casa semplice e fraterna:
ogni cantuccio in te serbi un'alata eco, un sorriso, una gentile istoria: tutto di te sia dolce a la memoria, piccola casa ove mia figlia è nata.