Versos Italian Ada Negri «Tu Pur Verrai»

Italian poem

«Tu Pur Verrai»

by (1870–1945)

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Tu mi dicesti: O smorta innamorata Che a me ti stringi e taci, Perchè su la tua bocca appassionata Sembran singhiozzi i baci?

I tuoi sguardi profondi come notte Inseguono nel vuoto Dei fantasmi fuggevoli le frotte Che sorgon dall'ignoto.

Del nostro fido amor la gioia istessa In te stride e non canta; Nel tuo cor v'è una lacrima repressa, Geme una corda infranta.

Presso il mio petto qual folle paura Il grande occhio t'accende?... Qual lontano spavento di sventura L'anima ti sorprende?...--

Io ti risposi: Quando, a te vicina, Tutta pallida in faccia, Sento il mio gracil corpo di bambina Svenir fra le tue braccia,

Cupe larve di donna a me davanti Passan ne la penombra. Son larve di fanciulle in voti e in pianti Consumate nell'ombra:

Ed eran belle, e avean del Sol l'ardore Ne l'auree trecce folte; E non ebbero baci, e senz'amore Fûr ne l'oblìo sepolte.

Sono donne che, presso il capezzale De lo sposo o del figlio, Vider lenta calar l'ora mortale De l'ultimo periglio:

E davanti a lo spirto che salìa Con maestoso volo, Si contorser ne l'orrida agonia Del cor rimasto solo:

E il sogno ormai di non terreno loco Han ne lo sguardo assorto: Le avvelena in silenzio, a poco a poco, La nostalgia d'un morto.

Arse di desiderio insazïato, Distrutte da la tisi, Singhiozzanti sul feretro velato Dei loro affetti uccisi,

Passano, curve, barcollanti, stanche. Tragiche ne l'aspetto, Con veli neri su le carni bianche, Con un teschio sul petto:

E mi guardano.--È allor, sai, che m'assale, Che m'agghiaccia il terrore, E dentro il petto, sino a farmi male, Batte a martello il core:

È allor che ne le mie strette tenaci Senti uno spasmo occulto, E ne l'acuta, strana ansia dei baci La scossa d'un singulto....

Il bieco occhio geloso in me fisando Passan fra sterpi e guai Esse, un'orrenda profezia lanciando: «Tu pur, tu pur verrai.»