Italian poem
Zingaresca
by Ada Negri (1870–1945)
Fra i pioppi, mentre sorge alta la luna, al tardo passo de i cavalli stanchi, l'errante casa va de i saltimbanchi, inseguendo l'ignoto e la fortuna.
V'è un lumicino ad una finestrella, e guizza e trema ne l'incerto andare; presso il lume, il suo pargolo a cullare, canta una donna con fioca favella;
limpida e triste, di dolcezza piena, di lacrime e d'amor, ai pioppi de la via la cantilena tesse i suoi fili d'ôr.
«Dormi a l'ombra de' miei lunghi capelli, de' miei lunghi capelli zingareschi, piccolo bimbo tutto mio, da i freschi labbri e da gli occhi regalmente belli:
quando tramonterà la luna chiara sul fiume, al primo impallidir de l'alba, sostando fra le siepi di vitalba saluteremo la stella boara;
respirerem la brezza vagabonda che avviva fiore e stel; liberi come barca sopra l'onda, allodola pel ciel!...
*
Di questi cenci non aver paura, non temer quando sibila il rovajo, o la neve implacabile, a gennajo, ci blocca su le vie. La vita è dura.
Meglio liberi andar con freddo e fame che infrangerci a le sbarre de la legge. Questa che tutto afferra e tutto regge pesando come cupola di rame
su i ricchi schiavi ai quali è scudo e cella, si chiama civiltà. Piccoli schiavi de la vita bella, voi ci fate pietà!...
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Dormi.--T'avvolge la mia chioma nera, ombra di sogno e sfavillìo di spada. Dormi, o nato su l'orlo d'una strada, senza dolore, un giorno di bufera.
Io t'ho create vèrtebre di belva, occhi di falco ed anima di sole. La magnifica terra a sè ti vuole co' suoi effluvii di solco e di selva;
quel ch'io t'ho dato è sangue rutilante di razza imperïal che de la piena libertà vagante sa il fascino immortal!...»
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Va e va per la tacita pianura come un fantasma al raggio de la luna, inseguendo l'ignoto e la fortuna il carro zingaresco, a la ventura.
Va e va.--Ma gorgheggiano le smorte labbra di lei che stringe il bimbo al core la canzone più forte del dolore, più forte del martirio e de la morte;
ebra di spazio e di malinconia, ai rami, ai nidi, ai fior l'indomita selvaggia rapsodìa tesse i suoi fili d'ôr....