Italian poem
Quando lasciò del suo Ticin la sponda
by Alessandro Pegolotti (1667–1736)
Quando lasciò del suo Ticin la sponda, Su cui l’estinto Maggi egra piangea, Qui giunse ove il real mio Fiume inonda, Clio lagrimosa e in guisa tal dicea: Or che cercando io vò quella feconda Virtù, che nel mio Carlo albergo avea; Chi per pietà m’insegna, ove s’asconda Quest’alta di valor gentile idea? Io, che posava allor su queste amene Piagge, lieto pensando al tuo bel canto, Che il Mincio più sonoro a render viene. Sul Mincio, io dissi, a un nuovo Carlo accanto Vaane, e colà ritroverai quel bene, Che cerchi. Andò la Musa, e terse il pianto.