Italian poem
Per saettarmi il petto il cieco dio
by Antonio Muscettola (1628–1679)
Per saettarmi il petto il cieco dio di straniera beltá l’arco non tende; me con me stesso impiago, e ’l desir mio me di me stesso innamorato or rende. Ardo, misero, amando e ’l foco rio in un gelido umor da me s’accende; adoro un volto ch’è mio volto, ed io, io che l’offeso son, son chi m’offende. Per annodarmi il core io stringo il laccio, i pregi miei com’altrui pregi io lodo, di speme un’ombra, e la mia ombra, abbraccio. Oh d’ingiusto penar diverso modo! Mentre sospiro il ben per cui mi sfaccio, meco unito è il mio bene e pur nol godo.