Italian poem
Smunta le guance, e rabbuffata il ciglio
by Antonio Zampieri (1664–1735)
Smunta le guance, e rabuffata il ciglio Donna in ceffo m’apparve orrido, e bruto, Che strazia un cuor di pietà priva in tutto, E chiama all’opra ogni crudel consiglio. Duri morsi v’imprime, e fa vermiglio Nel caldo sangue il freddo labbro asciutto: Poi qual Tigre lo sbrana, ed in lui tutto Immerge il crudo avvelenato artiglio. Nè sazia ancor, con dispietato esempio Sparge le piaghe, che poc’anzi aprio, Di quel che ha in seno amaro tosco ed empio Indi a me volto il torvo sguardo, e rio: Vedi qual, dice, io quì d’un cuor fo scempio? Fuggi da me, che Gelosia son’io.