Italian poem
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by Arrigo Boito
Son sette secoli - che a mezzanotte, Appena scoccano - dodici botte Sull’orïuol,
Passa un fantasima - che fa del mondo Il giro tondo Opposto al sol.
Terror dei talami - e delle cune, Quando risplendono - le torve lune Nel fosco ciel,
Allora appaiono - a chi non dorme Le morte forme Fuor dall’avel.
Gli rode un vermine - palato e lingua; Pur sul suo scheletro - par non s’estingua La carne ancor.
Quel suo cadavere - imbalsamato Spande un beato D’aromi odor.
Come da fetido - mortal mïasma Fugga dai balsami - di quel fantasma Ogni cristian.
Se a notte un mistico - profumo è sorto Certo quel morto Non è lontan,
E allor bagnatevi - coll’acqua santa, E la reliquia - che i spettri incanta Prendete in man.
Poi dite all’orrido - fantasma impuro Questo scongiuro: