Italian poem
8
by Arrigo Boito
Pei putti Brutti; E per le citte Che non stan zitte Intorno al fuoco, Dirò la favola Del cuoco Trol.
Trol è fier colosso Negro, alto, grosso, Ha una figura Che fa paura; Tocca il soffitto Quando sta ritto, Sulla ventraia Tien la mannaia... . . . . . . . . . . Bimbi copritevi Sotto il lenzuol, Chè viene Trol!
Trol, cuoco e boia, strangola e scuoja; Strozza i puttelli, Cuoce i tortelli, Dà vita e morte; Ma le sue torte, Pei santi Dei! Non mangierei.... . . . . . . . . . .
Bimbi copritevi Sotto il lenzuol, Che viene Trol!
« Trol! » Grida il Duca, ed ecco il fier gigante Tutto chino e tremante Riman senza far motto. «Il mio gobbetto (Segue il Re) fe’ difetto, Ruppe l’ago e non punse il menestrello. Ora sotto il castello L’ho sentito trovare una romanza Per non so quale amanza. Papiol fallò tre volte. Io non perdòno; Quel gobbetto ti dono».