Versos Italian Arrigo Boito A Giovanni Camerana

Italian poem

A Giovanni Camerana

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Il tizzo acceso fin che arde fuma; Simile, o mesto amico, al nostro cuore Che in pianto si consuma Fin che arde d’amore.

Lascia dunque che s’alzi e che s’esali Questa nube di duol cotanto intenso; Essa abbrucia i tuoi mali Come grani d’incenso.

Sii te in te stesso al par d’un vaso sacro D’olocausto, di fede e di speranza; Vedi, il fumo pare acro, Ma il turibolo danza.

Non ispegner per tema o per ristoro Quell’incendio divin che ti fa egro, Non far che il carbon d’oro Si muti in carbon negro.

Anzi affronta gli spasmi ed il martíro, Cerca nell’ansia del tormento occulto Dopo il duol del sospiro L’estasi del singulto;

Troverai qualche vero. È la tempesta Esultazione a chi non sa temerla, E sulla duna resta Dopo l’onda, la perla.

Piangi, medita e vivi; un dì lontano Quando sarai del tuo futuro in vetta Questo fiero uragano Ti parrà nuvoletta.

Oggi volli per te cantar la vita, Ma la dolce canzon sul metro mio Torna fioca e smarrita Per troppo lungo obblìo.

Torva è la Musa. Per l’Italia nostra Corre levando impetuösi gridi Una pallida giostra Di poeti suicidi.

Alzan le pugna e mostrano a trofèo Dell’Arte loro un verme ed un aborto, E giuocano al palèo Colle teste da morto.

Io pur fra i primi di cotesta razza Urlo il canto anatemico e macabro, Poi, con rivolta pazza, Atteggio a fischi il labro.

Praga cerca nel buio una bestemmia Sublime e strana! e intanto muor sui rami La sua ricca vendemmia Di sogni e di ricami.

Dio ci aiuti, o Giovanni, egli ci diede Stretto orizzonte e sconfinate l’ali; Ci diè povera fede Ed immensi ideali.

E il mondo ancor più sterile, o fratello, Ci fa quel vol di poësia stupendo, E non trovando il Bello Ci abbranchiamo all’Orrendo.

Dio ci aiuti! Su te sparga l’ulivo, Sparga la pace e le benedizioni, Sii sulla terra un vivo Felice in mezzo i buoni.

A me calma più piena e più profonda; Quella che splende nell’orbita d’una Pupilla moribonda, Mite alba di luna.