Italian poem
Una Sibilla qui tra noi già visse
by Benedetto Menzini (1646–1704)
Una Sibilla qui tra noi già visse, Che mi guardò le linee della mano, Non so che susurrando; e poi pian piano, O buon Garzon, tu Re sarai mi disse. Da indi in qua le sue parole ho fisse Sì nella mente, che per colle, o piano, O presso a questo luogo, o pur lontano, Non mai da me fur scancellate, e scisse. Io era già Custode, or son Pastore, E l’umil grado non avendo a sdegno, Per quello ascesi, e diventai maggiore. Certo, che la Sibilla diè nel segno A dir, che i Regi agguaglierei d’onore: Io sono il Re, questa mia greggia è il Regno.