Italian poem
Mentre omai stanco in sul confine io siedo
by Carlo Maria Maggi (1895–)
Mentre omai stanco in sul confine io siedo Della dolente mia vita fugace; Ogni umano pensier s’acqueta e tace, Se non quando dal cor prende congedo. Il sol pensier d’Eurilla ancor non cedo Al Mondo, che per altro a me non piace; Anzi meco si sta con tanta pace, Che pensiero del Mondo io più nol credo. Amo lei come bella al suo Fattore; Nè sentendo per lei speme, o temenza, Nell’amor mio non cape altro che amore. E amo così, che non sarò mai senza Il puro affetto; e vi s’adagia il core Con l’alma securtà dell’Innocenza.