Italian poem
Di novembre vi metto in un gran stagno
by Cenne da la Chitarra (1300–1400)
Di novembre vi metto in un gran stagno, in qual parte piú può fredda pianeta, con quella povertá, che non si acqueta di moneta acquistar, che fa gran danno. Ogni buona vivanda vi sia in banno; per lume, facelline di verdeta; castagne con mele aspre di Faeta: istando tutti insieme in briga e lagno. E fuoco non vi sia, ma fango e gesso, se non alquanti luochi di rimíti, che sia di venti miglia lo piú presso; di vin e carne del tutto sforniti: schernendo voi qual è piú laido biesso, veggendovi star tutti sí sguarniti.