Italian poem
Vago fanciul, che fra le braccia stretto
by Ciro di Pers (1599–1663)
Vago fanciul, che fra le braccia stretto de la mia dea, dal suo bel collo pendi, e l’inesperta man scherzando stendi or agli occhi or al labbro ed or al petto; tu, di doglia incapace e di diletto, tocchi il Sol, tratti il foco e non t’accendi, siedi in grembo a la gioia e non l’intendi; oh quanto per te provo invido affetto! Deh, potess’io cangiar teco il mio stato; che, possessor di sconosciuto bene, sarei non infelice e non beato. Giá ch’intero piacer qua giú non viene, se ventura al gioir mi nega il fato, mi negasse egli ancor senso alle pene!