Italian poem
Ecco vicine, o bella tigre, l'ore
by Claudio Achillini (1574–1640)
Ecco vicine, o bella tigre, l’ore che tu de gli occhi mi nasconda i rai. Ah, che l’anima mia non senti mai, meglio che dal partir, le tue dimore! Fuggimi pur con sempiterno errore: sotto straniero ciel, dovunque, sai che, quanto piú peregrinando vai, cittadina ti sento in mezzo al core. Ma potess’io seguir, solingo errante, o sia per valli o sia per monti o sassi, l’orme del tuo bel piè leggiadre e sante; ch’andrei lá, dove spiri e dove passi, con la bocca e col cor, devoto amante, baciando l’aria ed adorando i passi.