Italian poem
Or che del Sol più temperato è il raggio
by Claudio Achillini (1574–1640)
Or che del Sol piú temperato è il raggio, il fiume che dormia fra bei cristalli si sveglia e segue in sugli obliqui calli, garrulo peregrino, il suo vïaggio. Saluta l’usignuolo in suo linguaggio april, che tanti fior vermigli e gialli semina su le piagge e su le valli, vago forier d’un odorato maggio. E perché d’ombre il pastorel s’invoglia, a lo spirar di placid’aura i’ veggio che verde il bosco a quel desio s’infoglia. E dice: — A te m’inchino, a te verdeggio; e l’ombre mie la giovinetta foglia tesse col sole e ti ricama il seggio. —
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