Versos Italian da Todi Jacopone De L'Ornamento Delle Donne Dannoso

Italian poem

De L'Ornamento Delle Donne Dannoso

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O femene, guardate--a le mortal ferute; nelle vostre vedute--el basalisco mostrate.

El basilisco serpente--occide om col vedere, lo viso envenenato--sí fa el corpo morire; pegio lo vostro aspetto--fa l'anime perire da Cristo, dolce sire,--che care l'ha comparate.

Lo basilisco ascondese,--non se va demostrando; non vedendo, iacese--e non fa ad alcun danno; peggio che 'l basalisco--col vostro deportanno, l'anime vulneranno--colle false sguardate.

Co non pensate, femene,--col vostro portamento quant'anem'a sto secolo--mandate a perdimento? solo col desiderio,--senz'altro toccamento, pur che gli èi en talento,--a l'aneme macellate.

Non ve pensate, femene,--co gran preda tollite, a Cristo, dolce amore,--mortal dáite ferite? serve del diavolo,--sollecete i servite; colle vostre schirmite--molt'anime i mandate.

Dice che acóncete,--ché piace al tuo signore; ma lo pensier engannate,--ché nogl se' en amore; s'alcun stolto aguardate,--sospezion ha en core che contra lo su onore--facce mali trattate.

Lagna poi e fèrite--e tiente en gelosia, vuol saper li luocora--e quegn'hai compagnia; porrate poi l'ensidie,--si t'ha sospetta e ria; non giova dicería--che facce en tuoi scusate.

Or vede che fai, femena,--co te sai contrafare! la tua persona piccola--co la sai dimostrare! sotto li piede méttete--ch'una gigante pare, puoi con lo strascinare--cuopre le suvarate.

Se è femena pallida,--secondo sua natura, arosciase la misera--non so con que tentura; se è bruna, embiancase--con far sua lavatura; mostrando sua pentura,--molt'aneme ha dannate.

Mostrerá la misera--ch'aggia gran trecce avolte; la sua testa adornase--co fossen trecce acolte o de tomento fracedo--o' so pecciòle molte, cosí le gente stolte--da lor son engannate.

Per temporal avenesse--che l'om la veda sciolta vedi che fa la demona--colla sua capovolta! le trez'altrui componese--non so con que girvolta; farattece una colta--che paion en capo nate.

Que fará la misera--per aver polito volto? porrásece lo scortico--che 'l coio vecchio n'ha tolto; remette 'l coio morbedo,--parrá citella molto; sí engannan l'omo stolto--con lor falsificate.

Poi che a la femina--èglie la figlia nata, co la natura formala,--pare una sturciata; tanto lo naso tiraglie,--strengendo a la fiata, che l'ha sí reparata--che porrá far brigate.

Son molte che per omene--non fon nullo aconciato; delettanse fra l'altre--aver grand'apparato; non ce pense, misera,--che per van delettato lo cor s'è vulnerato--de molte enfermetate?

Non hai potenza, femina,--de poter preliare; ciò che non puoi con mano,--la lengua lasse fare; non hai lengua a centura--de saperle gettare parole d'adolorare--che passan le corate.

Non giacerá a dormire--quella che hai ferita; tal te dará percossa--che no ne sirai lita; d'alcun te dará 'nfamia--che ne sirai schernita; menarai poi tu vita--con molte tempestate.

Sospicará maritota--che non sie de lui prena; tal glie verrá tristizia,--che gli secará omne vena; acoglieratte en camora--che nol senta vicena; qual ce trarai mena--de morte angustiata!