Italian poem
De La Beata Vergine Maria E Del Peccatore
--O Regina cortese,--io so a voi venuto ch'al mio cor feruto--deiate medecare.
Io so a voi venuto--com'omo desperato da omn'altro aiuto;--lo vostro m'è lassato; se ne fusse privato,--faríeme consumare.
Lo mio cor è feruto,--Madonna, nol so dire; ed a tal è venuto,--che comenza putire; non deiate soffrire--de volerm'aiutare.
Donna, la sofferenza--sí m'è pericolosa; lo mal pres'ha potenza,--la natura è dogliosa; siate cordogliosa--de volerme sanare.
Non aio pagamento,--tanto so anichilato; faite de me stromento,--servo recomperato; donna, el prez'è dato:--quel ch'avest'a lattare.
Donna, per quel amore--che m'ha avut'el tuo figlio dever'aver en core--de darm'el tuo consiglio; succurrime, aulente giglio,--veni e non tardare.
--Figlio, poi ch'èi venuto,--molto sí m'è 'n piacere; adomandimi aiuto,--dollote voluntere; ètte oporto soffrire--co per arte voglio fare.
Medecaro per arte--emprima fa la diita; guarda li sensi da parte--che non dien piú ferita a la natura perita--che se possa aggravare.
E piglia l'oximello,--lo temor del morire; ancora si fancello,--cetto ce de' venire; vanetá lassa gire,--non pò teco regnare.
E piglia decozione--lo temor de lo 'nferno; pens'en quella prescione--non escon en sempiterno; la piaga girá rompenno--farallate revontare.
Denante al preite mio--questo venen revonta, ché l'officio è sio;--Dio lo peccato sconta; ca se 'l Nemico s'aponta,--non aia que mostrare.