Italian poem
Cigno immortal, questo Garzon, che riede
by Domenico Lazzarini (1668–1734)
Cigno immortal, questo Garzon, che riede Meco sovente al freddo sasso intorno, Dal Tebro venne al mio basso soggiorno; Tanto delle bell’arti amore il fiede! Germe è di lui, che nel Tarpeo già diede L’onor del lauro alle tue chiome un giorno: E ben di senno e di costumi adorno Fa del suo nobil sangue intera fede. Quando si scorse mai simil destino! Qual’amò tanto, ovver qual’ebbe mai Signor più illustre, o più leggiadra donna? Onde all’ultimo dì, che m’è vicino, Anch’io dirò, che ognora in sen portai Un bianco Giglio, una gentil Colonna.