Italian poem
Ovunque io volga in queste alme beate
by Domenico Lazzarini (1668–1734)
Ovunque io volga in queste alme beate Pendici il guardo, altro non veggio intorno Che vero onor di tanta gloria adorno, Che n’avrà invidia ogni futura etate. Là nacque chi di Roma alle pregiate Opre diede scrivendo eterno giorno, Talchè, a par degli Eroi, n’ebbero scorno Le Greche penne d’alto stile ornate. Quà chiuse i giorni il più soave Cigno, Che mai spiegasse in altro tempo il canto, Onde il nome di Laura anco rimbomba. O colli avventurosi! O ciel benigno! O pregi eterni! Quanto chiari e quanto, Siete per sì gran culla e sì gran tomba!