Italian poem
Per non veder del vincitor la sorte
by Faustina Maratti (1679–1745)
Per non veder del vincitor la sorte Caton squarciossi il già trafitto lato: Gli piacque di morir libero e forte Della romana libertà col fato. E Porzia allor che Bruto il fier Consorte Il fio pagò del suo misfatto ingrato, Inghiottì ’l fuoco, e riunissi in morte Col cener freddo del Consorte amato. Or chi dovrà destar più maraviglia Col suo crudel, ma glorioso scempio, L’atroce Padre o l’amorosa Figlia? La Figlia più. Prese Catone allora Da molti, e a molti diede il forte esempio: Ma la morte di Porzia è sola ancora.
More by Faustina Maratti
- Ombrose valli, e solitari orrori
- Or qual mai darem lode al pregio vostro
- Ovunque il passo volgo, o il guardo io giro
- Pensier, che vuoi, che in così torvo aspetto
- Poichè il volo dell'Aquila latina
- Poichè narrò la mal sofferta offesa
- Prese per vendicar l'onta e l'esiglio
- Qualora il tempo alla mia mente riede