Italian poem
Ovunque il passo volgo, o il guardo io giro
by Faustina Maratti (1679–1745)
Ovunque il passo volgo, o il guardo io giro, Parmi pur sempre riveder l’amato Dolce mio figlio, non col guardo usato, Ma con quel, per cui sol piango e sospiro. E tuttavia mi sembra assisa in giro Del picciol letticciuolo al destro lato, Udir le voci, e scorger l’affannato Fianco ond’a forza egli traea respiro. Poc’aspro è forse il duol che diemmi morte, Togliendo al caro figlio i bei prim’anni Chè vieni, o rimembranza, e ’l fai più forte? Ma tutti almen non rinnovarmi i danni: Ti basti rammentar l’ore sue corte, E ad uno ad un non mi contar gli affanni.
More by Faustina Maratti
- Non so per qual ria sorte, o qual mio danno
- Nuovo al bel Tempio suo crescendo onore
- Ombrose valli, e solitari orrori
- Or qual mai darem lode al pregio vostro
- Pensier, che vuoi, che in così torvo aspetto
- Per non veder del vincitor la sorte
- Poichè il volo dell'Aquila latina
- Poichè narrò la mal sofferta offesa