Italian poem
Mentre le vie più tenere del prato
by Federigo Meninni (1636–1712)
Mentre le vie piú tenere del prato premi, o Nice, talor nuda le piante, de’ tuoi begli occhi e non del nume aurato Clizia si volge al gemino levante. Tra la plebe de’ fior fatto gigante s’alza il giglio a mirar tuo volto amato, e viene a corteggiar l’aura vagante piú tua beltá che il popolo odorato. De’ roveti a macchiarsi entro l’asprezza di vago sdegno e di rossor non poco la reina de’ fior per te s’avvezza. E con tre lingue onde somiglia il foco, per tributar gli encomi a tua bellezza, di te favella, innamorato, il croco.