Versos Italian Francesco Beccuti Benché sia grave e rio

Italian poem

Benché sia grave e rio

by (1509–1553)

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Benché sia grave e rio il mio perverso errore, benché io non sia d’eterno esilio indegno, Padre benigno e pio, il tuo giusto furore non s’accenda ver’ me con tanto sdegno. Tu l’arco tiri, e ’l segno è’ l mio penoso fianco; cosí da strali afflitto, quasi cervo trafitto, dovunque volgo il core e l' piede stanco, colmo d’alto spavento la tua grande ira e ’l mio gran fallo sento. Signor, se gli occhi volgo a la tua irata faccia, sento l'ossa tremar, gelare ’l sangue; e, se a me gli rivolgo, coscienza minaccia, e ne rimane ’l cor freddo, ed esangue per le mie colpe langue, sotto il cui peso molto non può durar la vita; e l’antica ferita che salda parve al mio pensiero stolto s’aprí di fuori e dentro sangue putrido mostra insino al centro. Col viso a terra chino e di dolore sparso meno la vita e i miei dí tristi e negri. perché, a morte vicino, di un vil disio son arso, onde perdei tutti i miei beni integri; però languidi ed egri sono rimasi i sensi e ’l cor s’affligge e strugge e come leon rugge, quando a tanta viltade avvien che pensi: tu vedesti ’l mio fango, Signore, e sai quel ch’io sospiro e piango. Il mio continuo pianto e l’ostinato affanno la luce agli occhi, a l’alma il vigor toglie: i cari amici intanto lunge da me sen vanno né pietá alcuna i miei sospiri accoglie: vi è ben con fiere voglie chi lacci a’ miei piè tende; altri con sue menzogne m’assalse e con rampogne; ma, com’uom che non parla e non intende, io sordo e muto fui né mai risposi al mormorar d’altrui. Perché in te solo spero, tengo certa fidanza che vorrai, Padre, al gran bisogno aitarmi; e, perché quell’altiero abbassi ogni baldanza, che ad ogni inciampo mio parate ha l’armi, so che vorrai salvarmi; perché ’l mio grave fallo conosco e non lo scuso né la pena ricuso né pongo al bene oprar tempo o intervallo, se fia la tua man presta, contra chi turba ogni mia impresa onesta. Fra le sirene io varco e fra gli scogli: dammi, Signor, virtute, ch’io venghi a te, mio porto e mia salute.