Italian poem
Come, crudel, potesti esprimer dianzi
by Francesco Beccuti (1509–1553)
Piangete, occhi miei lassi, occhi, piangete, versate, ormai, giú per le guance un fiume, poiché ’l mio bel tesor piú non vedete; occhi, piangete, poiché ’l vostro lume si è nascosto da voi, piangete tanto, fin che ’l mio cuor in pianger si consume; occhi miei, raddoppiate il vostro pianto, poiché v’è tolto di mirar piú quella che sopra l’altre donne ha ’l pregio e ’l vanto. Udite, orecchie mie, l’aspra novella: partita è la mia dea, né piú vi lice d’ascoltar quell’angelica favella;