Italian poem
Chiamar beato Iddio ben si potea
by Francesco Beccuti (1509–1553)
Chiamar beato Iddio ben si potea Giove, s’è ver che d’amor fusse acceso, quando, converso in aquila, tenea per l’aria vaga il bel troian sospeso; e, volando, da sé spesso dicea: — Tosto godremo il caro amato peso — e si scordava del suo volo spesso per tener l’ale a que’ bei fianchi appresso. Cosí dirmi beato anch’io potrei, se voi non foste al pregar mio rubello: io men non v’amo, e sète agli occhi miei non men gentil di Ganimede e bello: ma, s’io non ho possanza qual gli dèi e non posso rapirvi e farmi augello, non gravi voi se, d’abbracciarvi ingordo, de la modestia mia talor mi scordo.