Italian poem
All'Uom, che col pensier tant'alto sale
by Francesco De Lemene (1634–1704)
All’Uom, che col pensier tant’alto sale, Dio l’esser dona, e pria di fango il forma; Poi col soffio divin d’Alma immortale Simil a sè, quella vil massa informa. Indi con bel mistero ei fa, che dorma, E tratta dal suo fianco un’opra eguale, Donna gli dà di pellegrina forma, Donna eterna cagioni del nostro male. Godea vita immortal, gran senno, e pace In dolce albergo, ove trovò il desìo Quanto in bella onestà ne giova, e piace. Alfin, lasso!, lo inganna un serpe rio: La legge offende, e follemente audace Si fa men d’Uom per farsi eguale a Dio.