Italian poem
A la fontana
Scendon lente le scale con anfore larghe di rame su ’l capo tre fanciulle formose cantando stornelli: il sole le ricinge d’un nimbo di rosëi raggi morendo dietro i monti lontani che sembrano a ’l guardo un ciclope supino. — O, formose fanciulle, a cui tante fiamme brillan ne li occhi, e ne ’l vergine seno e ne’ fianchi tanta gioia di curve ribalza, sostate un istante, ch’io possa almen costringere i vostri contorni ne ’l verso e accarezzarli!… — Scendono: l’acque tranquille de ’l fiume scorron verdi tra ’l verde, e le nuvole sparse de ’l vespro vi treman entro in vaghi riflessi di minio e di giallo; da l’altra riva un uomo sta immobil pescando con l’amo; pascon qua e là i puledri de’ zingari intorno le tende… Ma ecco per le scale risalgon le tre popolane con l’acqua ne le conche, giulive ridendo; ed i lombi sotto l’incarco ondeggiano a ’l ritmo de’ passi. Io le seguo lungamente con gli occhi; e ne ’l sangue una pace divina, ne l’aria sento il verso de ’l mite Virgilio fluire.