Italian poem
A un tale
Quando raspate il fido chitarrino co’ la mano paffuta e mugolate il floscio sonettino tra la malva e la ruta,
le candide agnellette co ’l belato vi tengono bordone, ed i ciuchi in amor pe ’l verde prato dimenano il groppone.
Le canzoncine stiticuzze e gialle a ’l bel mese de’ fiori, e gl’idillii biasciati ne le stalle da bovi e da pastori,
fanno quasi svenir di tenerezza le dame tabaccose e le zitelle piene di dolcezza, patite e smorfiose…
I vostri sermoncini e le tirate mi sanno d’omelia; le strofette cachettiche e melate puzzan di sacrestia…
E inver m’han detto che a la confessione ci andate ogni mattina, e che siete un model di devozione a la santa dottrina.
O allor perché non vi faceste prete merciaio di morale? Voi siete ancóra in tempo, e diverrete ben presto cardinale.
Tanto non sa che farsene il Parnaso d’una campana fessa, e spaventa le muse il vostro naso… Andate a cantar messa!