Versos Italian Gabriele D'Annunzio L'Alunna

Italian poem

L'Alunna

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Sotto i propizïati albor notturni ella cavalca, lungo il reo padule; e dietro, a paro, su due bianche mule seguon due vecchi, gravi e taciturni.

In fondo all'acque cupe di tristizia si muovono talor vaghe figure. Ella rafforza contro le paure il cavallo, con placida blandizia.

Il suo corpo, che intriso fu lung'ora nel lago d'olio all'isola Junonia, dolce come le pelli d'Issedonia a 'l tatto e fresco assai più che l'Aurora,

or chiuso in armatura di gioielli molto riluce. È bionda come il miele; e, come li occhi de la fata Urgele, li occhi suoi brillan verdi in tra' capelli.

Sale dubbio vapor su da li stagni, che in alto a l'aria forme truci assume; a fior de l'acque bollono le schiume; or sì or no da 'l limo escono lagni.

Ma balzan, di desir tutte vermiglie, le rose in tra le zampe a 'l palafreno e baciano a la bella dama il seno o la mano che tien salda le briglie.

E la Luna talor, nuda le spalle, a l'aereo veron d'oro s'affaccia e graziosa a lei mostra la traccia segnando cerchi magici su 'l calle.

Ella cavalca. E, poi ch'è giunta a 'l loco, lascia d'un salto il ben gemmato arcione. A lei li arnesi de l'incantagione porgono i vecchi. Ell'è trepida un poco.

Or prima, i quattro venti a richiamare, battendo ad arte con le lunghe dita sovra una spera concava e polita, fa la rossa mandrágora cantare.

Quindi, girando in ritmo agile a danza tre volte su 'l sinistro piè leggiere, coglie al fine, con risa di piacere, l'unico fior de la dimenticanza,

che, misto a 'l succo de' giusquìami bianchi, rende a le donne la beltà nativa e alli uomini il già freddo cuor ravviva e cinge di valore inclito i fianchi.