Versos Italian Gabriele D'Annunzio L'asfodelo

Italian poem

L'asfodelo

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L’ASFODELO.

glauco. O

derbe. Io so dove fiorisce l’asfodelo. Là nel chiaro Mugello, presso il Giogo di Scarperia, lo vidi fiorir bianco.

Anche lo vidi, o Glauco, anche lo colsi in quell’Alpe che ha nome Catenaia, e all’Uccellina presso l’Alberese

nella Maremma pallida ove forse ei sorride all’imagine dell’Ade morendo sotto l’unghia dei cavalli.

glauco. O Derbe, anch’io errando su i vestigi della donna letèa, vidi fiorire tra Populonia e l’Argentaro il fiore

della viorna. Tutto le sorelle bianche il bosco aspro nelle delicate braccia tenean tacendo, e i negri lecci

e i sóveri nocchiuti al sol di giugno dormivan come venerandi eroi entro veli di spose giovinette.

derbe. In Populonia ricca di sambuchi io conobbi il marrubbio che rapisce l’odor muschiato al serpe maculoso

e l’ebbio che colora il vin novello di sue bacche e lo scirpo che riveste il gonfio vetro dove il vin matura.

glauco. La madreselva come la viorna intenerire del suo fiato i tronchi vidi a Tereglio lungo la Fegana,

e il giunco aggentilir la Marinella di Luni, e su pe' monti della Verna l’avornio tesser ghirlandette al maggio.

derbe. I gigli rossi e crocei ne’ monti, alla Frattetta sotto il Sagro, io vidi; anche alla Cisa in Lunigiana, e all’Alpe

di Mommio dove udii nel ciel remoto gridar l’aquila. Spiriti immortali pareano i gigli nell’eterna chiostra.

La bellezza dei luoghi era sì cruda che come spada mi fendeva il petto. Con un giglio toccai la grande rupe,

che non s’aperse e non tremò. Mi parve tuttavia che un prodigio si compiesse, o Glauco, e andando mi sentii divino.

glauco. Nella Bocca del Serchio, ove la piana sabbia vergano oscuramente l’orme dei corvi come segni di sibille,

il narcisso marino io colsi, mentre l’ostro premea le salse tamerici, i cipressetti dell’amaro sale.

Lo smílace conobbi attico; e al Gombo anche conobbi il giglio ch’è nomato pancrazio, nome caro ai greci efèbi;

e tanto parve ai miei pensieri ardente di purità, che ai Mani dell’Orfeo cerulo io lo sacrai, al Cuor dei cuori.

derbe. O Glauco, noi facemmo della Terra

la nostra donna ed ogni più segreta grazia n’avemmo per virtù d’amore.

Come il Sole entri nella Libra eguale, ti condurrò su i monti della Pieve di Camaiore, e alla Tambura, e ai fonti

del Frigido, e lungh’essa la Freddana dietro Forci, e nell’Alpe di Soraggio, che tu veda fiorir la genziana.

glauco. Bella è la Terra o Derbe, e molto a noi cara. Ma quanti fiori fioriranno che non vedremo, nelle salse valli!

Le Oceanine ornavan di ghirlande i lembi della tunica a Demetra piangente per il colchico apparito.

Com’entri nello Scòrpio il Sole, o Derbe, ti condurrò su i pascoli del Giovo in mezzo ai greggi delle pingui nubi,

perché tu veda il colchico fiorire.