Italian poem
L'Esperidi e le Gorgoni
Splendonmì ne ’l pensier li orti vermigli ove cantan l’Esperidi. Aretusa dice cantando: — A la mia chioma effusa chi vuol con lenta mano intesser gigli? —
Ed Egle e l’altra: — I fiori offron giacigli assai grati. Chi scende, a notte chiusa? — Ridon alto le Gorgoni; e Medusa agita i serpi e inarca i fieri artigli.
Ma quel lor gregge d’uomini impietrito le voci de le tre sorelle ascolta, però che il senso ancor ne ’l sasso duri.
Duolsi stridendo per meandri oscuri l’anima, sola ne l’orror sepolta. E in vano in van risuona il dolce invito!