Italian poem
Vecchi pastelli
Vagan le foglie su 'l rincrespamento lieve de l'acqua, come piastre d'oro; si ripiegano in cerchia i giunchi a 'l vento scorsi da un lungo brivido sonoro,
e per l'alto a l'immane ondeggiamento ne 'l turchino de 'l ciel risponde un coro bianco di pioppe. Làmine d'argento sfiorano l'acqua a 'l sol di fruttidoro:
tra sole ed acqua una stornellatrice ritta ne 'l mezzo canta e pesca anguille, a gambe nude. Ella non guarda in torno;
ella canta così, tutta felice. E le note s'allungano tranquille ne la tranquillità de 'l mezzogiorno.
Liberamente giù da le oscillanti rame ad agosto cariche di frutti, quali da 'l cocco scimmie schiamazzanti, pendon mobili grappoli di putti.
Figure seminude di baccanti, a cui la giovinezza aspra da tutti i pori vibra, a 'l mar levano i canti tra la calda salsedine de' flutti.
Larghi alti di vento sciroccale muovono; resupino, a 'l sole in faccia, con strappi di chitarra un maschio imberbe
guida que' canti. E a 'l sole è un baccanale di torsi vivi, di gambe, di braccia, sotto la pioggia de le frutta acerbe.
Ardon pallide fiaccole a le prore de' navigli filanti; e su la vetta de li alberi maestri pe 'l chiarore tepido i mozzi stanno a la vedetta.
L'estremo arco lunar su l'onda in fiore perle di luce, vezzi ésili getta, e ne l'umidità monta l'odore de la pesca e il sospir de la maretta.
Fiutano i mozzi, a tratti fra 'l sartiame sguizzando come gatti, illuminati fugacemente da i riflessi gialli
de le fiaccole; e a 'l grande arco di rame s'alzano i canti de li innamorati che parlano d'amore e di coralli.
Ondeggian bianche ne la pallidezza verdognola de 'l cielo marzolino le fiorite de' mandorli: a 'l salino alito de' grecali è una freschezza
d'ombre d'odori di pispigli. Il lino ondeggia basso. In questa gran lietezza di vita nuova, in faccia a 'l mar turchino, ella sente cantar la giovinezza
ne 'l sen materno. La canzone rude fuor de la gola pullula come onda vergine da la vena. E mentre il figlio
avido cerca tra le poppe ignude, balza da 'l labbro la canzon gioconda e il latte da 'l capezzolo vermiglio.
Rabbrividisce il mare sonnolento a l'alba. Si dileguan ne la mite alba le dune in un biancheggiamento smorto, come una landa selenite.
Ferma è la barca: un alitare lento ne l'aria muove da le stanche vite, e s'agita il fanale semispento riflesso ancor ne le acque scolorite.
Vigila un uomo a poppa, fra le nasse umide e i cesti carichi di pesca fischiando ne 'l silenzio interlunare.
E che tristezza in quelle note basse a ritmo di ribeba zingaresca modulate su i sonni almi de 'l mare!