Italian poem
Al vivo Sole a quei celesti ardori
by Gabriele Fiamma (1533–1585)
Al vivo Sole a quei celesti ardori, Ch’ardono i cuori ancorchè sien di ghiaccio, Talor mi sfaccio, ed esco tutto fuori Di questi orrori e del mondano impaccio. E, s’ho parole allor d’alti splendori Contro gli amori accese, io non le faccio, Ma ’l divin braccio a cui tutti gli onori, Voi miei Signori, por dovete in braccio. Che se l’affetto pio da lui m’impetra Quel dir che spetra l’indurata voglia, E non la spoglia sol, ma il cor penetra: Tal del perfetto amor oggi si svoglia, Che con gran doglia dal suo cor la pietra, Ch’or sì l’impètra, avverrà al fin ch’ei toglia.
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